L’attore spagnolo riceve il riconoscimento dalle mani di Paolo Sorrentino. Dall'Oscar per Non è un paese per vecchi al nuovo film El ser querido di Rodrigo Sorogoyen: una carriera segnata da trasformazioni radicali e scelte coraggiose.
Una presenza capace di lasciare il segno, sullo schermo e soprattutto fuori. Javier Bardem è stato protagonista della quinta giornata della Festa del Cinema di Roma, dove ieri, 17 ottobre, ha ricevuto il Premio alla Carriera dalle mani di Paolo Sorrentino, nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Un riconoscimento che celebra uno degli interpreti più autorevoli del cinema internazionale.
Sul red carpet romano, Bardem ha accolto il premio con poche parole, ma significative: riceverlo è per lui «un grande onore».
Il percorso di Bardem è quello di un interprete che ha saputo attraversare generi e linguaggi differenti, senza rinunciare ai personaggi più scomodi. La consacrazione mondiale è arrivata con Non è un paese per vecchi di Joel ed Ethan Coen: nel 2008 ha vinto l'Oscar come miglior attore non protagonista per l'inquietante Anton Chigurh.
Da Mare dentro a Biutiful, passando per Skyfall e Dune, Bardem ha costruito una filmografia che alterna cinema d'autore e grandi produzioni internazionali. La sua cifra distintiva resta la capacità di dare corpo a figure complesse, spesso attraversate da contraddizioni e fragilità. Mai scontate.
La giornata romana è stata anche l'occasione per presentare ***El ser querido, il nuovo film diretto da Rodrigo Sorogoyen, inserito nella sezione Best of 2026* e già presentato a Cannes.
Bardem interpreta Esteban Martínez, un celebre regista dal passato difficile che si ritrova a confrontarsi con la figlia Emilia, interpretata da Victoria Luengo. Il set diventa il luogo in cui riaffiorano vecchie ferite e un rapporto familiare rimasto a lungo irrisolto.
Durante la giornata, Bardem ha affrontato anche il tema della responsabilità civile e dei diritti umani. Ha parlato “dell’importanza di non abbandonare le nostra responsabilità di cittadini, per scongiurare il rischio che vadano al potere personaggi "contro i diritti umani”.
Quello che viviamo secondo lui, è un "tempo di disconnessione, nel quale sentiamo di essere in contatto gli uni con gli altri, ma siamo distanti. invece con il cinema "ci si siede in una stanza buia con i propri amici, i propri nemici, e si vive, non solo si osserva, ma si vive un'esperienza emotiva, un viaggio. È una cosa meravigliosa".
Un intervento che ha portato il discorso oltre la celebrazione cinematografica, mostrando il lato pubblico di un artista che non separa mai il proprio lavoro dalle questioni del nostro vivo presente.
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Il Premio alla Carriera della Festa del Cinema di Roma riconosce così non soltanto i risultati raggiunti da Javier Bardem, ma anche la libertà con cui ha costruito il proprio percorso. Un attore che continua a cercare personaggi capaci di mettere in discussione certezze e apparenze, confermando che il valore di una carriera non si misura soltanto nei premi conquistati, ma anche nella capacità di continuare a sorprendere e sorprendersi.


