Diretta da Cosimo Alemà e Isabella Aguilar, la nuova serie presentata nella sezione Freestyle trasforma un’improvvisa amnesia collettiva in un thriller che interroga il rapporto tra identità, trauma e memoria storica.

Che cosa resta di noi quando i ricordi smettono di appartenerci? E quanto della nostra identità dipende da ciò che ricordiamo, da chi abbiamo amato e dalle scelte che abbiamo fatto?

Prodotta da Rai Fiction, la serie è ambientata nel piccolo borgo montano di Vallata: una frana, apparentemente priva di conseguenze straordinarie, diventa il punto di partenza di un fenomeno inspiegabile: alcuni abitanti del paese perdono sei anni della propria memoria.

La vicenda prende corpo attraverso lo sguardo di Matteo, interpretato da Dario Aita, reporter di guerra originario di Vallata, che cerca di raggiungere il paese per capire che cosa stia accadendo. Qui incontra Alma, un'oncologa interpretata da Gaia Messerklinger, rimasta bloccata nella zona durante un'escursione. Insieme, i due si addentrano in un'indagine che li porta progressivamente oltre i confini di una spiegazione razionale.

Memoriae intreccia mistero, tensione distopica e dramma umano. Il risultato è un racconto che utilizza i meccanismi del thriller per affrontare questioni che vanno oltre la ricerca di una soluzione.

La dimensione psicologica si intreccia così con quella storica. La serie apre uno spazio di riflessione sui traumi collettivi, sulle rimozioni e sulle conseguenze del tentativo di comportarsi come se il male non fosse mai accaduto. Anche la memoria storica italiana, con il suo rapporto irrisolto con il fascismo, entra nell'orizzonte delle questioni evocate dalla serie.

Possiamo davvero liberarci di ciò che scegliamo di dimenticare, oppure la rimozione finisce per restituirci, sotto altre forme, proprio ciò da cui volevamo fuggire?

Nel cast, accanto a Dario Aita e Gaia Messerklinger, troviamo Anna Godina, Paola Sambo e Roberto Citran. La serie è una coproduzione Rai Fiction e Filmclub Distribuzione, in associazione con Minerva Pictures, realizzata con il contributo della Friuli Venezia Giulia Film Commission e di PromoTurismoFVG.

Articolata in dodici episodi da circa 25 minuti, Memoriae sceglie una struttura seriale che consente di sviluppare gradualmente il proprio enigma, alternando la ricerca della verità all'emergere di nuove fratture nella percezione dei personaggi.

La presentazione alla Festa del Cinema di Roma colloca Memoriae all'interno di una riflessione sulla serialità contemporanea e sulla possibilità di utilizzare i generi per raccontare questioni universali.

Il titolo stesso suggerisce una pluralità di significati. Memoriae richiama qualcosa che appartiene contemporaneamente al singolo e alla collettività, alla sfera intima e alla storia. Ricordare non significa soltanto conservare informazioni: significa riconoscersi in una continuità, accettare le proprie contraddizioni e assumersi la responsabilità di ciò che è accaduto.

Perché forse il vero mistero non è ciò che dimentichiamo. È ciò che continua a vivere dentro di noi anche quando non siamo più in grado di ricordarlo.