Presentata alla Festa del Cinema di Roma, la docuserie diretta da Nicola Ravera Rafele racconta il ritorno di Daniele De Rossi all’Ostiamare. Un viaggio tra sport, identità e un ritorno a casa.

Campi da calcio di periferia, spogliatoi consumati dal tempo, strade percorse da ragazzi che sognano di diventare professionisti. Luoghi in cui tutto comincia e ai quali, prima o poi, si sente il bisogno di tornare. È da questa idea, semplice e profondamente umana, che prende forma Radici, la docuserie diretta da Nicola Ravera Rafele e presentata alla 21ª Festa del Cinema di Roma.

Al centro del racconto c’è Daniele De Rossi, ex capitano della Roma e campione del mondo con la Nazionale italiana, protagonista di una scelta che rompe le logiche abituali del calcio professionistico. Nel settembre 2024, dopo l’esonero dalla panchina giallorossa, De Rossi avrebbe potuto cercare una nuova opportunità ai massimi livelli. Decide invece di tornare a Ostia, dove il suo percorso calcistico ha avuto inizio, e di acquistare l’Ostiamare, una società dilettantistica vicina al fallimento.

Radici segue la costruzione di un progetto sportivo e umano, mostrando le difficoltà, le aspettative e le contraddizioni che accompagnano il tentativo di rilanciare una società calcistica.

La docuserie attraversa due anni di vicende, seguendo un percorso che accompagna la società nella sua scalata verso la Serie C. Ma il risultato sportivo non esaurisce il significato dell'impresa. Ogni passo avanti porta con sé nuove responsabilità, mentre ogni difficoltà mette alla prova la tenuta del progetto e i legami che lo sostengono.

In Radici, Ostia non è una semplice ambientazione. Il territorio entra nel racconto con la propria identità, le sue complessità e il rapporto profondo che lega generazioni di abitanti alla squadra locale.

Il campo diventa un luogo d'incontro, uno spazio in cui ragazzi, famiglie, tifosi e dirigenti condividono una parte della propria quotidianità.

Diretta da Nicola Ravera Rafele, con Valerio Mastandrea nel ruolo di showrunner, la docuserie è prodotta da DDR Media e Damocle. Il progetto nasce da un lavoro di osservazione prolungato: oltre 130 ore di materiale raccolte nell'arco di due anni, poi progressivamente riorganizzate in fase di montaggio per trovare una forma narrativa capace di restituire l'evoluzione della vicenda.

La scelta di seguire gli eventi nel loro sviluppo permette di raccontare il progetto dell'Ostiamare non come una storia già compiuta, ma come un percorso aperto, esposto agli imprevisti e alle oscillazioni del presente.